Primarie: la medicina che serve all’Italia

Ho riflettuto molto sul messaggio da lanciare per il restyling di Ideelibere. Alla fine ho pensato fosse giusto seguire la strada maestra, quella delle idee. Dico “strada maestra” perché sin dall’epoca di IL (Informazione Liberale), il giornalino universitario che realizzai con alcuni amici alla Facoltà di Scienze politiche di Pisa, ho sempre creduto che non ci fosse cosa più utile che un sano e intenso scambio di idee, anche partendo da punti di vista estremamente diversi. Dopo alcuni anni dall’esperienza di IL (breve ma densa di significati) nel 2001 ho dato vita a Ideelibere, che nasce come sito e che poi ha assunto la veste di blog. Non smetterò mai di ringraziare l’amico Luca Frassi (Strepy) per tutto il tempo che mi ha regalato, nel corso degli anni, permettendomi di realizzare Ideelibere, e di migliorarlo di continuo, assecondando sempre le mie richieste. E ringrazio oggi l’amico Simone Messaggi (Simmessa) per l’aiuto che mi ha dato per la nuova versione del blog. Una delle principali novità è l’interazione tra Ideelibere e i vari social network più utilizzati, Twitter e Facebook. Sono convinto, infatti, che ogni goccia di pensiero vada preservata e valorizzata. E per questo mi è parso utile raccogliere le varie idee, sparse sul web, in un unico contenitore (il blog), dando l’occasione a tutti di interagire con me per un confronto costruttivo. Non mi spaventano le critiche, anzi, sono sempre stato convinto e lo sono tuttora che dal confronto-scontro tra idee diverse possa nascere qualcosa di estremamente positivo.

Esaurito questo doveroso preambolo, arrivo all’argomento che ho deciso di affrontare per primo. L’idea, appunto, cui facevo riferimento all’inizio di questo mio scritto (alla fine ho deciso di seguire la strada maestra… quella delle idee). Da anni studio e osservo la politica americana e mi rendo conto di quanto sia efficace, ed estremamente salutare, il meccanismo delle primarie, attraverso il quale i cittadini possono scegliere, ad ogni livello, i candidati che si sfidano nelle competizioni elettorali. E’ un meccanismo che pone in primo piano i cittadini, e quindi la democrazia. Non vi sono apparati o strutture che vengano prima della volontà dei cittadini. Può capitare che in alcuni casi l’establishment di un partito scelga di appoggiare un candidato, però non è detto che sia questo a prevalere. A decidere, infatti, sono solo e soltanto i cittadini con il loro voto. Un voto che conta davvero. Qualcuno obietta che le primarie non si addicono all’Italia, perché il nostro Paese non è l’America… ma questa è una sciocchezza. E ricorda quella stessa sciocchezza di chi, un tempo, diceva che l’Italia non era fatta per la democrazia.

Sono fermamente convinto che le primarie possano essere una medicina utilissima per risolvere alcuni dei mali della politica italiana: l’inconcludenza, l’autoreferenzialità dei partiti, la palese mancanza di democrazia all’interno di molti di essi e, non da ultimo, il mancato ricambio generazionale. Matteo Renzi ha ragione quando dice che ci vogliono facce nuove. Ma non è tanto una questione di età quanto di metodo. E’ inutile e controproducente, infatti, immettere nuovi giovani politici (quasi sempre dei “vuoti” yes man) nel parlamento dei nominati, vera e propria bestemmia della democrazia. Servono degli strumenti affinché questo ricambio possa essere attuato. E che permettano ai cittadini, attraverso i partiti e le associazioni, di attuare una selezione dei “migliori” per ricoprire ruoli di responsabilità nella gestione della cosa pubblica. Questa è la politica. Basta deleghe in bianco ai partiti. Con le primarie si può irrobustire la democrazia facendo in modo, altresì, che i cittadini tornino ad avere fiducia nella politica. E’ un argomento, questo delle primarie, che mi sta particolarmente a cuore e sul quale tornerò a parlare…

Comments
5 risposte a “Primarie: la medicina che serve all’Italia”
  1. Claudio says:

    Complimenti per l’entusiasmo e la voglia di fare! In bocca al lupo. Claudio

  2. Strepy says:

    Azzo ho addirittura un tag tutto mio! Sono commosso… ;o)

    A parte gli scherzi, sono molto contento che tu abbia ritrovato la voglia di scrivere.
    Come sai sono un tuo fedele lettore!

    Ciao, Luca (Strepy)

  3. Un SACCO bello! Grande Orl, un ritorno in grande stile! Era ora… ;-)

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